Casa Cogollo

Città di Vicenza

Progetto

1559

Data di costruzione

1559-1562

Committente

Pietro Cogollo

Proprietà

Privata

Cenni Storici

La casa sorge all’estremità orientale di corso Palladio, nei pressi della salita di Santa Corona ed è un edificio preesistente rinnovato nel Cinquecento sui modi tipici del classicismo. Tradizionalmente il palazzetto era ritenuto la casa di Andrea Palladio tanto che veniva chiamato “casa del Palladio”; è stato accertato che fu in realtà abitazione del notaio Cogollo. Pietro Cogollo, originario dell’omonimo paese dell’alto vicentino, a seguito della domanda presentata nel 1559 al Consiglio dei Cinquecento per ottenere la cittadinanza vicentina, venne obbligato a sistemare degnamente entro tre anni la facciata della sua nuova casa; l’intervento all’esterno si concluse nel termine previsto, ma i lavori nell’edificio proseguirono presumibilmente fino al 1566. Gli affreschi furono compiuti dal Fasolo probabilmente intorno al 1567. In mancanza di documenti e disegni autografi, l’attribuzione a Palladio della facciata divide tuttora gli studiosi, ma l’intelligenza della soluzione architettonica proposta, così come il disegno di tutti i dettagli, difficilmente possono essere riferiti ad altri.

 

Descrizione Strutturale e Decorativa

Il piccolo edificio è composto da una breve facciata a due piani e soprastante attico. Al piano terreno si accede al portico attraverso un arco mediano, affiancato da due aperture rettangolari minori la cui cornice prosegue fino all’imposta dell’arco, in modo da costituire uno schema a serliana. Sui pilastri di separazione fra le tre aperture si addossano semicolonne ioniche, sopra le quali aggetta fortemente la trabeazione. Piccoli riquadri ciechi si collocano sopra i vani laterali. Al piano nobile si elevano, in corrispondenza delle semicolonne inferiori, due semipilastri corinzi scanalati, che racchiudono un largo riquadro cieco, sopra il quale la trabeazione presenta un risalto più attenuato rispetto all’ordine inferiore. Ai fianchi si aprono due alte finestre con balaustre, legate al riquadro centrale dalle modanature dei davanzali. La facciata termina con un attico illuminato da due finestre quadrate in asse con le sottostanti. Entro tutte le superfici libere la facciata era decorata da affreschi di Giovanni Antonio Fasolo, in parte recuperati dopo lungo degrado in occasione di un recente restauro. Una radicale ristrutturazione dell’ala settentrionale venne compiuta nella seconda metà del Settecento probabilmente sotto la direzione di Enea Arnaldi. A questo periodo risalgono anche la realizzazione dello zoccolo e i tre gradini sotto al portico, a seguito dell’abbassamento della quota stradale, nonché alcune trasformazioni nel passaggio tra il portico e il cortile, come l’oculo ovale e la piccola porta architravata nella parete di fondo del portico, i due fornici minori ai lati dell’arcone che precede il cortile e il pavimento di quest’ultimo in trachite.

 

Uso Attuale

Il Palazzo è adibito prevalentemente a residenze private.

 

Comune:

Vicenza

Indirizzo:

Corso Palladio, 165/167

Coordinate:

45.549275, 11.548672

Modalità:

Non visitabile. Solo esterni

Mediateca CISA:

Galleria fotografica

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