Palazzo Chiericati

Città di Vicenza

Progetto

1550

Data di costruzione

1551-1557/fine '600

Committente

Girolamo Chiericati

Proprietà

Pubblica

Cenni Storici

La costruzione di Palazzo Chiericati, voluta dal nobile Girolamo Chiericati, su progetto di Andrea Palladio, iniziò nel 1551. Il cantiere vedrà una battuta d’arresto nel 1557 e verrà riaperto solo alla fine del XVII secolo, i cui lavori furono affidati probabilmente a Carlo e Giacomo Borella che cercarono di attenersi al progetto palladiano, illustrato nelle tavole contenute ne I quattro libri e altri disegni preparatori, ora custoditi nella raccolta del Royal Institute of British Architects di Londra. Girolamo Chiericati venne chiamato nel 1550 a sovrintendere la gestione del cantiere delle Logge della Basilica e si mostrò tra i primi sostenitori dell’affidamento di questo incarico pubblico al giovane Palladio. La scelta quindi di fargli progettare anche la propria dimora non deve stupire. Del resto, anche suo fratello Giovanni, pochi anni più tardi, commissionerà a Palladio la villa di Vancimuglio. Tra il 1551 e il 1557 il figlio di Girolamo, Valerio Chiericati, fece decorare gli ambienti interni fino ad allora costruiti coinvolgendo una straordinaria équipe di artisti: Ridolfi, Zelotti, Fasolo, Forbicini e Battista Franco. Nel 1839, dopo decenni di abbandono, l’edificio venne acquistato dal Comune di Vicenza che lo adibì nel 1855 a sede del Museo Civico. L’inaugurazione è datata 18 agosto 1855. In quell’occasione si scelse di restaurarlo e i lavori furono affidati agli architetti Berti e Miglioranza. Seguirono nei decenni successivi ulteriori interventi di ampliamento e di consolidamento dell’edificio.

Descrizione Strutturale e Decorativa

Il Palazzo, un imponente edificio a due ordini, è rialzato su un podio. Il fronte è tripartito e la sommità è decorata da statue e pinnacoli. L’ordine inferiore è caratterizzato da un portico architravato a cui si arriva tramite una scalinata centrale. L’ordine superiore presenta la parte centrale piena, scandita da semicolonne in cinque campate, con porte-finestre a edicola dai timpani alternativamente triangolari e curvilinei, sopra le quali si collocano le aperture dell’attico. I partiti laterali dell’ordine superiore sono costituiti da logge architravate profonde quanto il sottostante portico. Le logge e le porte-finestre sono dotate di balaustre. Il palazzo si affaccia posteriormente su un cortile rettangolare, dove presenta, nella parte centrale del fronte, una loggia di ordine tuscanico al piano terra e di ordine ionico al piano nobile, fiancheggiata ai lati da settori murari pieni, con piccole aperture. Dalla loggia si accede agli scaloni monumentali che conducono al piano nobile. Gli ambienti del piano terra accolgono le decorazioni cinquecentesche realizzate da Domenico Brusasorzi (Sala del Firmamento e Sala d’Ercole) e Battista Zelotti (Sala del Concilio degli Dei), impreziosite dagli stucchi bianchi e dorati di Bartolomeo Ridolfi e dai motivi a grottesche di Eliodoro Forbicini. Al piano nobile sono invece conservate, nella parte cinquecentesca, gli affreschi di Domenico Brusasorzi (Sala delle Virtù Civili) e Battista del Moro (Sala della Colonna Traiana), mentre nella parte seicentesca spiccano i soffitti che ospitano, fra una profusione di stucchi bianchi e dorati, alcune tele di Cristoforo Menarola (Apoteosi della famiglia Chiericati e tondi con figure allegoriche) e Bartolomeo Cittadella (Apollo sul Parnaso con la lira e cinque Muse e altre quattro Muse agli angoli). Il piano interrato è stato riaperto nel 2012, ha riportato alla luce gli ambienti un tempo dedicati alla servitù come le cucine e le cantine, dove ancora oggi si vedono il camino, il pozzo, la scala delle botti. Palazzo Chiericati, nel panorama delle residenze urbane rinascimentali, si caratterizza per essere un edificio ambiguo, palazzo e villa suburbana insieme. Ciò è dovuto al fatto che esso sorse all’epoca in un grande spazio aperto ai margini della città e davanti ad un fiume. Il palazzo Chiericati, così come la Basilica, rappresentano nel percorso artistico del Palladio il passaggio alla piena maturità grazie ad un linguaggio dove stimoli e fonti provenienti dall’Antico e dalle architetture contemporanee sono assorbiti in un sistema ormai specificatamente palladiano.

Uso Attuale

Il Palazzo fa parte del sistema civico museale ed è visitabile a pagamento. E’ sede del Museo Civico della città di Vicenza.

Comune:

Vicenza

Indirizzo:

Piazza Matteotti 37

Coordinate:

45.549097, 11.549286

Modalità:

Visitabile a pagamento: museo civico

Mediateca CISA:

Galleria fotografica

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