Palazzo Civena, Trissino

Città di Vicenza

Progetto

1540

Data di costruzione

1540-1542

Committente

Famiglia Civena

Proprietà

Privata

Cenni Sorici

Nel 1540 Giangiorgio Civena acquistò insieme ai suoi fratelli un edificio presso ponte Furo, all’epoca una zona periferica situata all’estremità meridionale della cinta muraria interna di Vicenza. Questo edificio fu demolito per realizzare il nuovo palazzo. Anche se non compare tra quelli pubblicati ne I quattro libri, la maggior parte dei critici lo attribuisce a Palladio. Il progetto palladiano va collocato tra l’acquisto della proprietà e la posa della prima pietra avvenuta nello stesso anno (1540), mentre i lavori di costruzione dell’edificio sono datati tra il 1540 e il 1544. L’edificio ha subito nel corso dei secoli molte trasformazioni: nel 1750 l’edificio venne pesantemente modificato da Domenico Cerato che prolungò l’atrio e ridisegnò le scale; nel 1762 venne iniziato un ampliamento dell’edificio a sud, verso contrà del Pallamaio; nel 1820 il Fontana estese il palazzo con le due ali laterali. Durante la seconda guerra mondiale il palazzo venne semidistrutto dai bombardamenti. Fu possibile ricostruire almeno in parte la planimetria originale solo grazie a una pianta pubblicata da Ottavio Bertotti Scamozzi nel 1776.

 

Descrizipone Strutturale e Decorativa

Palazzo Civena, opera giovanile dell’architetto, è una delle strutture più essenziali attribuite a Palladio e risale al periodo antecedente all’incontro dell’architetto con l’amico Giangiorgio Trissino e al viaggio a Roma. L’attuale struttura del palazzo presenta una distribuzione degli ambienti ben diversa da quella originariamente scelta da Palladio. Considerate le trasformazioni successive subite dal Palazzo, l’intervento palladiano corrisponde esclusivamente al corpo centrale dell’edificio che si presenta leggermente aggettante rispetto alle due ali laterali successive e costituisce la prima esperienza di palazzo urbano da lui compiuta. La facciata è ritmata da cinque archi inferiori e dalle lesene e dalle finestre a capitello del piano nobile. Inoltre, tra gli elementi maggiormente riconducibili a Palladio, vi sono la divisione delle stanze in due nuclei posizionati ai lati dell’atrio e le serliane che filtravano la luce permettendo uno stretto rapporto con l’esterno. L’atrio rettangolare è definito sul fondo dal motivo della serliana. Il portico è voltato a botte, così come l’atrio; le cornici di porte e finestre, le basi e i capitelli delle lesene, i parapetti a traforo delle finestre del piano nobile sono in pietra. L’operazione denota già la capacità dell’architetto di rinnovare la scena urbana con proposte innovative, in una fase immediatamente precedente all’avvio dei suoi contatti diretti con l’architettura romana, ma nella quale il riferimento al moderno linguaggio classico appare già presente, mediato dall’influenza di maestri contemporanei attivi nell’area veneta, come il Sanmicheli a Verona e il Falconetto a Padova.

 

Uso Attuale

Il Palazzo è adibito a struttura sanitaria privata.

 

Comune:

Vicenza

Indirizzo:

Viale Eretenio, 12

Coordinate:

45.543682, 11.545871

Modalità:

Non visitabile. Solo esterni.

Mediateca CISA:

Galleria fotografica

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