Palazzo Thiene, Bonin, Longare

Città di Vicenza

Progetto

1572 (circa)

Data di costruzione

Ante 1586 - primo decennio '600

Committente

Francesco Thiene

Proprietà

Privata

Cenni Storici

Il Palazzo venne fatto costruire su volontà di Francesco Thiene al quale si ipotizza che il Palladio possa aver fornito un progetto già a partire dal 1572, anno in cui Francesco Thiene e suo zio Orazio si dividono le proprietà di famiglia e il primo ottiene l’area dove sorgerà poi l’edificio. Alla morte di Palladio, il Palazzo non era ancora stato realizzato e probabilmente i lavori iniziarono intorno al 1580. Da un documento del 1586 risulta quanto meno iniziato il cantiere e sicuramente nel 1593, alla morte del committente Francesco Thiene, il palazzo è costruito per almeno un terzo. Enea Thiene eredita i beni di famiglia e porta a conclusione la fabbrica probabilmente entro il primo decennio del XVII secolo. A portare a termine l’edificazione del palazzo fu Vincenzo Scamozzi il quale, nel suo trattato L’idea della architettura universale edito a Venezia nel 1615, afferma di aver portato a termine questa fabbrica sulla base di un progetto altrui non specificandone però la paternità. Di Andrea Palladio esistono due fogli autografi riferibili al palazzo per Francesco Thiene. In essi sono tracciate due varianti di planimetrie, sostanzialmente vicine a quelle dell’edificio attuale, e uno schizzo per la facciata, molto diverso da quella poi realizzata. Le ricche decorazioni delle sale risalgono in prevalenza ai secoli XVIII e XIX, corrispondenti all’ultimo periodo di splendore della famiglia Thiene e al successivo acquisto del palazzo nel 1834 da parte di Lelio Bonin Longare. Nel lato orientale del cortile si trovano scuderie e fabbricati annessi di aspetto seicentesco, cui si sovrappone un ampliamento ottocentesco. Il giardino retrostante, già coevo alla costruzione del palazzo, ha assunto nell’Ottocento la sistemazione all’inglese che tuttora presenta.

 

Descrizione Strutturale e Decorativa

Il Palazzo sorge all’inizio di Corso Palladio, all’angolo settentrionale con Piazza Castello. È un edificio sviluppato su due piani con soprastante attico che si affaccia verso i due spazi urbani con prospetti molto diversi nel ritmo e nell’impaginazione architettonica, esito quindi di due distinte elaborazioni progettuali. La facciata su Corso Palladio è ascrivibile all’ideazione palladiana e presenta due ordini di semicolonne dal ritmo molto serrato, corinzie al livello inferiore e composite in quello superiore. Al piano terra trovano spazio, tra le colonne, il portale centinato d’ingresso e tre finestre rettangolari per lato mentre, al piano nobile, sette finestre con timpani alternativamente triangolari e curvilinei, fronteggiate da balconcini fortemente aggettanti. Nel complesso il fronte vibra intensamente di effetti chiaroscurali. Il prospetto su Piazza Castello, invece, si presente diversamente, con una disposizione più pacata delle aperture, cinque per piano e l’assenza di una marcata articolazione architettonica, limitata alle piatte fasce marcapiano. Il doppio ordine di logge che prospetta sul cortile si ricollega ai ritmi e agli effetti luministici del fronte principale, e pertanto può essere assegnato al Palladio. L’ampio e ben spaziato atrio, articolato alle pareti da piatte lesene corinzie e concluso da una serliana dissociata, è riferibile alla mano dello Scamozzi. Il prospetto su Corso Palladio come accennato sopra è ascrivibile al Palladio e ci sono diversi elementi che sostengono la tesi di una datazione della progettazione intorno agli anni Settanta del Cinquecento. Ad esempio, essa trova molti punti di contatto con il Palazzo Barbaran da Porto. Il prospetto su Piazza Castello potrebbe essere opera di Vincenzo Scamozzi, considerando la sua affinità con palazzo Trissino al Duomo.

 

Uso Attuale

Il Palazzo è sede di Confindustria Vicenza.

 

Comune:

Vicenza

Indirizzo:

contra’ San Gaetano Thiene 11

Coordinate:

45.546475, 11.541627

Modalità:

Non visitabile. Solo esterni.

Mediateca CISA:

Galleria fotografica

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