Palazzo Thiene

Città di Vicenza

Progetto

1542

Data di costruzione

1542-1558

Committente

F.lli Thiene

Proprietà

Pubblica

Cenni Storici

Il Palazzo fu realizzato a partire dal 1542 per volere dei fratelli Marcantonio e Adriano Thiene e costituisce l’unica porzione realizzata di un grandioso fabbricato quadrilatero che, secondo la tavola pubblicata da Palladio ne I quattro libri, avrebbe dovuto estendersi all’intero isolato compreso tra contrà Porti e contrà S. Gaetano, affacciandosi direttamente sul principale asse viario cittadino (l’attuale corso Palladio). Nel sito preesistevano alcune vecchie case di proprietà della famiglia, nonché il palazzo quattrocentesco, tuttora esistente, commissionato dal nonno dei due committenti, Lodovico Thiene, prospiciente contrà Porti e realizzato dall’architetto Lorenzo da Bologna. L’attribuzione del progetto è stata alquanto dibattuta. Documenti di archivio attestano ancora nel 1543 la presenza di Andrea Palladio nel cantiere come maestro lapicida. Questo dato sostiene l’ipotesi da più parti avanzata che un’originaria elaborazione progettuale sia ascrivibile in realtà a Giulio Romano e che solo successivamente venne rielaborata da Palladio, il quale subentrò come unico progettista dell’intervento sicuramente dopo la morte di Giulio Romano nel 1546. Giulio Romano era giunto a Vicenza nel dicembre del 1542 perché interpellato sull’annosa questione delle nuove logge del Palazzo della Ragione e probabilmente arrivò a Vicenza su indicazione della stessa famiglia Thiene la quale aveva rapporti con i Gonzaga di Mantova. Lo svolgimento del cantiere subì alcune interruzioni e riprese nel 1546. Negli anni 1552-1553 gli ambienti della parte nord-orientale dovevano essere a buon punto in quanto subentravano i decoratori. I lavori dovettero concludersi tra il 1556, data riportata sulla fascia marcapiano del prospetto, e il 1558, anno indicato nell’analoga fascia del lato nord del cortile. Alla morte di Marcantonio, avvenuta nel 1560, il cantiere venne sospeso. Risultava pertanto edificato, alla fine, meno di un quarto del grandioso progetto descritto ne I quattro libri.

L’edificio fu acquistato da un istituto bancario nel 1872 e restaurato negli anni successivi dagli architetti Luigi Toniato (1876-1878), Antonio Caregaro Negrin (1884-1885), Piero Morseletto (1949-52), per renderlo più funzionale alle esigenze della nuova attività insediatasi. Gli affreschi attualmente visibili in facciata risalgono pure alla fine dell’Ottocento e sono stati realizzati dai pittori Agostino Bottazzi (1877) e Giovanni Busato (1877-1888). Dal settembre 2021 il Comune di Vicenza è il nuovo proprietario del Palazzo, originale esempio di architettura rinascimentale.

Descrizione Strutturale e Decorativa

La parte edificata del progetto cinquecentesco si presenta suddivisa in sette campate sul fronte principale verso contrà S. Gaetano e un’ulteriore campata in quello laterale. Si compone di due livelli: il piano terra, a bugnato rustico con finestre rettangolari sotto archi, e il piano nobile, a bugnato gentile scandito da lesene corinzie binate, con finestre bugnate a edicola con timpani alternati. I due lati del cortile appartenenti a tale costruzione sono definiti da portici bugnati al piano terra e arcate tra lesene corinzie al piano nobile. L’interno è articolato da una successione di sale allungate attorno al cortile, con ricche decorazioni su entrambi i livelli, ispirate alla scuola di Giulio Romano. Secondo gli studiosi l’influenza dell’artista Giulio Romano appare desumibile da diversi elementi: l’articolazione planimetrica adottata è caratterizzata dalla presenza di numerosi ambienti allineati lungo il perimetro, dalla presenza del basso attico verso il cortile, dalle vigorose colonne col fusto bugnato dell’atrio, nell’intero ordine inferiore dei prospetti e nelle finestre di quello superiore. Tutti questi aspetti elencati sono particolari che rinviano al mantovano Palazzo Te. Palladio smorza i toni più accesi di Giulio Romano, infatti il suo intervento riconduce lo stile più esuberante dell’artista romano verso una soluzione di maggiore compostezza ed equilibrio, lasciando evidenti segni in molti caratteri architettonici, come la trabeazione e i capitelli dei fronti esterni, e nella pacata articolazione della loggia superiore verso il cortile. L’apparato decorativo del palazzo venne realizzato da alcuni tra i maggiori artisti attivi a Vicenza all’epoca: gli stucchi e le sculture da Alessandro Vittoria e Bartolomeo Ridolfi mentre gli affreschi da Bernardino India e Anselmo Canera

Uso Attuale

Il Palazzo fa parte del sistema civico museale, visitabile a pagamento la parte relativa alle Gallerie che ospita collezione di opere.

Comune:

Vicenza

Indirizzo:

Contra' S. Gaetano Thiene, 11

Coordinate:

45.54876, 11.546223

Modalità:

Visitabile a pagamento: solo Gallerie.

Mediateca CISA:

Galleria fotografica

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