Teatro Olimpico

Città di Vicenza

Progetto

1580

Data di costruzione

1580-1584

Committente

Accademia olimpica

Proprietà

Pubblica

Cenni Storici

Il Teatro Olimpico, capolavoro assoluto di Andrea Palladio, fu commissionato all’architetto nel 1580 dall’Accademia Olimpica. Fondata nel 1556, l’Accademia Olimpica attese oltre vent’anni prima di avere un edificio stabile in grado di accogliere le rappresentazioni teatrali che fino a quel momento venivano messe in scena in effimere strutture di legno nei cortili dei palazzi o nel salone del Palazzo della Ragione. Nel 1580 Andrea Palladio ha settantadue anni e in pochi mesi realizza il progetto, ma non riuscirà mai a vedere la propria opera compiuta morendo pochi mesi dopo. Il figlio Silla portò avanti l’esecuzione e consegnò il teatro alla città nel 1583. Al 1585 risale la prima rappresentazione e per l’occasione si scelse la tragedia greca: l’Edipo Re di Sofocle. Artefice della scenografia fu Vincenzo Scamozzi. Le sovrastrutture lignee da lui realizzate diventeranno parte integrante stabile del teatro. Lo stesso Scamozzi realizza anche gli ambienti accessori, tra cui l’Odeo – la sala dove si svolgevano le riunioni dell’Accademia – e l’Antiodeo. Questi ambienti furono decorati nel Seicento da Francesco Maffei. La fama del nuovo teatro si sparge prima a Venezia e poi in tutta Italia ma, nonostante un avvio così esaltante, l’attività dell’Olimpico venne interrotta dalla censura anti teatrale imposta dalla Controriforma e il teatro si ridusse a semplice luogo di rappresentanza. Accolse papa Pio VI nel 1782, l’imperatore Francesco I d’Austria nel 1816 e il suo erede Ferdinando I nel 1838. Con la metà dell’Ottocento riprendono saltuariamente le rappresentazioni classiche. Abbastanza controversa risulta essere la questione della copertura delle varie parti del teatro fino al XIX secolo. Nel 1914 Marco Dondi Dall’Orologio realizzò sopra il proscenio l’attuale soffitto a cassettoni, con decorazioni di Umberto Brambilla e dipinti di Ludovico Pogliaghi. Contemporaneamente sul soffitto della cavea veniva dipinto un finto cielo a opera di Ferdinando Bialetti. Durante la Seconda Guerra Mondiale le scene realizzate da Scamozzi furono smontate, poste in ricoveri sicuri e rimontate nel 1948. Nel corso dei restauri del 1959-60 venne ricavata sotto la gradinata della cavea una nuova galleria di distribuzione con annessi servizi, e si praticarono alle estremità della base della cavea due aperture di accesso. Nell’ultimo decennio del Novecento sono stati compiuti alcuni interventi conservativi e di adeguamento impiantistico.

Descrizione Strutturale e Decorativa

Il progetto si ispira dichiaratamente ai teatri romani. Messo a punto da Palladio sulla base di uno studio accurato del testo di Vitruvio e sull’osservazione delle rovine antiche, il teatro si compone di una cavea gradinata cinta da un colonnato, con statue sul fregio. Il palcoscenico è rettangolare ed il grandioso proscenio del teatro è suddiviso in sette campate da due ordini architettonici corinzi e soprastante attico a pilastrini, ed è aperto al centro da un’ampia apertura centinata, porta regia, il cui arco irrompe nel secondo ordine, e da due porte laterali più strette, hospitalia, la cui altezza è invece contenuta nell’ordine inferiore. Anche nelle versure (pareti laterali della scena) si aprono piccole porte. L’intera superficie è impreziosita dalla plasticità delle nicchie a edicola e dalla ricchezza della decorazione scultorea. Il proscenio è coperto da un soffitto ligneo a cassettoni. Con il teatro Olimpico si avvera il sogno di generazioni di umanisti e architetti rinascimentali quello cioè di erigere in forma stabile uno degli edifici simbolo della tradizione culturale classica.

Uso Attuale

Il Teatro Olimpico fa parte del sistema civico museale, visitabile a pagamento. Viene utilizzato per spettacoli teatrali ed eventi culturali.

 

Comune:

Vicenza

Indirizzo:

Piazza Matteotti – stradella dell’Olimpico

Coordinate:

45.55015, 11.549253

Modalità:

Visitabile a pagamento.

Mediateca CISA:

Galleria fotografica

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