Villa Angarano

Bassano del Grappa (VI)

Progetto

1548

Data di costruzione

1554-1556

Committente

Giacomo Angarano

Proprietà

Privata

Cenni Storici

Villa Angarano, situata a nord di Bassano del Grappa nella Contrada Sant’Eusebio, sulla riva destra del fiume Brenta, fu commissionata all’architetto Andrea Palladio dal nobile vicentino Giacomo Angarano. I due erano legati da un rapporto di amicizia e stima a tal punto che l’architetto dedica al cavaliere Angarano i primi due libri del suo trattato I Quattro Libri di Architettura: “vi faccio hora un dono di questi due miei primi libri ove io tratto delle case private…”. Nello stesso trattato trova posto anche la descrizione della Villa. Una dimora la cui bellezza e ricchezza traeva beneficio anche dalla vicinanza del fiume Brenta. In questa descrizione il corpo dominicale era previsto in posizione più avanzata verso l’interno della corte rispetto alla situazione poi realizzata. Gli studiosi datano la realizzazione del progetto attorno al 1548. In questa data risultano dai documenti assidue frequentazioni del Palladio presso la vasta tenuta agricola di Angarano che, prima dell’intervento del Palladio, già si caratterizzava per la presenza di una casa dominicale. Questo assetto preesistente determinò la scelta di avviare la realizzazione del progetto a partire dalle barchesse ma da lì a poco il cantiere si fermò. Nel 1588 la morte prematura del figlio del Conte, Stefano Angarano, e la conseguente pretesa di restituzione di una dote consistente da parte della vedova costringe Giacomo Angarano a cedere parte dei suoi beni, compresa questa villa. La villa passò così in mano alla famiglia veneziana Formenti. Cornelia Formenti la porta in dote a Gerolamo Molin. La figlia Maria nel 1654 sposa Paolo Gradenigo, senatore della Repubblica di Venezia, e sarà proprio Maria Molin che nel suo testamento, in data 1669, dà l’esatta indicazione della ricostruzione della Villa. Il nuovo progetto abbandona le linee classiche del Palladio per rinascere in quelle barocche così come ci appaiono oggi nella loro maestosità. I lavori terminano nei primi anni del ‘700. L’artefice del completamento è stato individuato nell’architetto veneziano Domenico Margutti, per via dei contatti documentati con la famiglia Gradenigo.

Descrizione Strutturale e Decorativa

Il complesso architettonico di villa Angarano si snoda attorno a due grandi corti rettangolari. Quella occidentale è interamente delimitata da fabbricati che hanno funzione di servizio e sono a destinazione agricola. Quella orientale, edificata su tre lati e chiusa da un muro di cinta a sud, ospita l’edificio padronale, ai cui fianchi si innestano le due barchesse porticate, che poi rigirano ad angolo retto lungo i lati della corte stessa. Il corpo principale, elevato su tre piani, si presenta come un elegante palazzetto di gusto seicentesco, con tratti compositivi ben diversi dalla peculiare configurazione delle architetture palladiane. In facciata il partito centrale è coronato da un timpano curvilineo spezzato. In ciascuno dei due settori laterali si dispongono due assi di aperture, sormontate ai primi due livelli da soprafinestre incassate cieche, rispettivamente rettangolari e a lunetta. L’intero fronte è coronato da statue. La villa si caratterizza per la presenza di un grande salone centrale con quattro stanze agli angoli e, nel mezzo dei lati, le scale e i corridoi di collegamento ai fabbricati adiacenti. Le barchesse si affacciano verso la corte mediante lunghi portici dorici con trabeazione a metope e triglifi. Quella di destra include nella parte terminale la cappella a pianta ellittica inscritta dedicata a S. Maria Maddalena, segnalata dalla configurazione della facciata di testa, articolata al centro da due semicolonne giganti, che reggono il frontone triangolare, coronato da tre statue su piedestalli. A nord del complesso si sviluppa un arioso parco di impianto ottocentesco. Come accennato sopra possono essere ascritti ad Andrea Palladio le Barchesse e parte della Corte agricola con i granai, la colombara, le stalle e la cantina mentre il corpo centrale del complesso è tardo barocco. La Chiesetta gentilizia di S. Maria Maddalena ospitata sul fronte della Barchessa est è anch’essa attribuita al Margutti e realizzata all’inizio del 1700. Le diciotto statue presenti sono tutte attribuite a Giacomo Cassetti detto il Marinali (1682-1750), scultore di notevole pregio artistico che molto operò per le Ville Venete. Di queste quattro si trovano all’interno della Chiesetta e rappresentano soggetti sacri.

Uso Attuale

La Villa è adibita a residenza privata; il complesso è sede di una azienda agricola-vitivinicola.

La villa è visitabile in occasione di eventi.

Comune:

Vicenza

Indirizzo:

Via Corte S. Eusebio, 41

Coordinate:

45.780769, 11.723511

Modalità:

Solo esterni. Visitabil in occasione di eventi

Mediateca CISA:

Galleria fotografica

« di 9 »