Villa Badoer, detta “La Badoera”

Fratta Polesine (RO)

Progetto

1554-1555 (circa)

Data di costruzione

prima del 1556

Committente

Francesco Badoer

Proprietà

Privata

Cenni Storici

Intorno al 1545 Francesco Badoer, esponente di un ramo minore di una nobile famiglia veneziana, diventò proprietario del possedimento di Fratta, che la famiglia della nobile moglie Lucietta Loredan aveva acquisito nel 1519. Il progetto della costruzione di una villa in quest’area fu affidato ad Andrea Palladio e la tavola pubblicata ne I quattro libri, anche se la realizzazione della villa risulta differente a causa dell’assenza della loggia e della scalinata sul fronte posteriore, il minor numero di colonne dei bracci porticati curvilinei e la minore altezza del tetto della villa.

La costruzione della fabbrica si colloca tra il 1549 e il 1556, anno in cui un documento relativo alla costruzione di un ponte testimonia che la villa è appena stata edificata, ma il progetto è probabilmente posteriore al 1554, successivo al rientro di Palladio dal suo soggiorno a Roma insieme a Daniele Barbaro. L’articolazione curvilinea dei corpi laterali del complesso sembrano infatti richiamare le architetture romane, sia di epoche antiche come il tempio di Ercole Vincitore a Tivoli, sia più moderne come Villa Madama. Da una mappa del 1564, comunque, si evince come il complesso fosse già stato completamente realizzato. Ne I quattro libri Palladio riferisce anche che il ciclo decorativo di affreschi all’interno dell’appartamento dominicale, che si pensa sia contemporaneo o immediatamente successivo alla costruzione dell’edificio, è opera di Pierfrancesco Giallo (detto Giallo Fiorentino) e raffigura soggetti mitologici e paesaggi nordici. Nei secoli successivi furono apportate delle modifiche strutturali all’edificio: dopo che la villa divenne proprietà della famiglia Mocenigo nel 1681, l’altezza di alcuni spazi interni venne ridotta e furono gli affreschi furono ricoperti con intonaco. Le barchesse, invece, furono ampliate in un primo momento verso la fine del Cinquecento, ma successivamente anche nella seconda metà del Settecento. Sul corpo della barchessa di sinistra venne anche costruito un oratorio. Negli anni Sessanta del secolo scorso furono invece eseguiti interventi di restauro dell’edificio, che hanno consentito il recupero degli affreschi delle sale nobili e dei solai lignei originali. Questi interventi hanno anche riguardato la rimozione degli orizzontamenti che riducevano l’altezza degli spazi interni.

Descrizione Strutturale e Decorativa

Centro del complesso è il corpo padronale, ai cui lati si trovano due bassi fabbricati di servizio curvilinei che si sviluppano con un andamento rettilineo lungo i confini laterali e cingono il giardino anteriore della villa, decorato da una vera da pozzo e due fontane. L’edificio principale è posto su un basamento costituito da un terrapieno, che serve per isolare dall’umidità del suolo paludoso, e da un livello inferiore destinato ai servizi. Al centro del fronte anteriore è presente una loggia a doppia altezza, aperta da un ordine ionico esastilo e coronata da un frontone a forma triangolare su cui è presente uno stemma nobiliare. Alla loggia si accede tramite una scalinata divisa in tre rampe, mentre alla quota della seconda piattaforma di pausa giungono le scale provenienti dai due bracci porticati a emiciclo. Questi si aprono sul giardino con sei intercolumni di ordine dorico e sono coronati da una trabeazione con fregi a metope e triglifi. La testata terminale dei portici ha come elemento culminante un piccolo frontone triangolare. Il fronte posteriore del corpo padronale ha un’impostazione semplice ed essenziale, incentrata sulla porta-finestra del piano nobile, che è affiancata da due aperture e seguita su entrambi i lati da due assi di finestre simili a quelli della facciata principale. La stessa successione di fori articola i due fronti laterali. Perno del piano nobile è invece un ampio salone, fiancheggiato, su ciascuno dei lati, da due camerini di forma rettangolare. Alle due estremità laterali si succedono una sala rettangolare e una stanza quadrata.

Uso Attuale

La Villa è di proprietà della Provincia di Rovigo, è è aperta al pubblico. Le Barchesse settentrionali ospitano il Museo Archeologico Nazionale di Fratta Polesine.

Comune:

Fratta Polesine

Indirizzo:

Via T. Tasso, 1

Coordinate:

45.030477, 11.640043

Modalità:

Visitabile a pagamento

Mediateca CISA:

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