Villa Emo

Vedelago (TV)

Progetto

ante 1556

Data di costruzione

1559-1565

Committente

Proprietà

Privata

Cenni Storici

Villa Emo è una delle ville venete opera di Palladio e si trova nelle vicinanze della frazione di Fanzolo, a Vedelago. Il committente della villa fu Leonardo Emo, figlio di Alvise, esponente del patriziato veneziano. Leonardo nacque nel 1532 e nel 1549 ricevette in eredità il fondo di Fanzolo, che era destinato ad una produzione agricola intensiva. La realizzazione della villa fu abbastanza fedele alla tavola pubblicata ne I quattro libri, ma manca un disegno autografo. L’idea era quella di costruire una casa – fattoria, sullo stile di Villa Barbaro e Villa Badoer, caratterizzata dalle barchesse laterali che si fondono con il corpo centrale della villa e che quindi sono ugualmente importanti per il risultato finale. Villa Emo è una delle più compiute opere di Andrea Palladio, in cui si sposano armonia e coerenza formale e si realizza l’equilibrio tra istanze funzionali e intento rappresentativo. La cronologia dell’opera non è stata chiaramente definita, ma si suppone che il progetto risalga al 1557-1558, mentre la realizzazione è datata al triennio successivo (1559-1561). Negli Anni Sessanta del Cinquecento ci furono altri interventi: vennero infatti realizzate le decorazioni interne e fu costruita la cappella all’interno della barchessa occidentale, che fu poi consacrata nel 1567. Nel corso del Settecento la villa venne nuovamente modificata: l’architetto Francesco Muttoni intorno al 1744 apportò infatti delle modifiche strutturali al complesso, perché trasformò in residenza anche una parte delle barchesse. Vennero così chiuse le arcate del fronte posteriore delle ali vicine al raccordo col corpo centrale dell’edificio e creati collegamenti tra le barchesse e i camerini laterali della villa. L’aggiunta Settecentesca del controsoffitto nel salone è stata poi rimossa durante i restauri degli anni 1937-1940, mentre anche molto più recentemente sia la villa sia gli spazi pertinenziali sono stati oggetto di ulteriori interventi di restauro. Il principale materiale usato per la costruzione della villa è il mattone ricoperto d’intonaco. Nonostante i materiali costruttivi siano poveri ed economici, riescono ad essere sfruttati e valorizzati, creando così un effetto di grande eleganza.

Descrizione Strutturale e Decorativa

Il complesso è costituito da un corpo dominicale di forma quadrata su due livelli, con due ali più basse disposte simmetricamente in cui erano ospitati spazi di servizio, cantine e granai. Il corpo dominicale si trova nel settore mediano del fronte anteriore. Il corpo dominicale è leggermente aggettante rispetto all’asse delle barchesse ed è aperto da un imponente pronao dorico privo di decorazioni e coronato da un frontone triangolare. Questo è decorato con due Vittorie alate che sorreggono lo stemma della famiglia Emo, costituito da quattro fasce oblique in cui si alternano i colori rosso e argento. Una larga rampa di scale permette l’accesso ad una loggia. Le barchesse laterali, che terminano con due torri colombare, si aprono sul giardino con portici ad archi che reggono su pilastri con basi e capitelli a forma di parallelepipedi, mentre la barchessa occidentale è costituita anche da una cappella. Il fronte posteriore è austero ed essenziale anche nel corpo principale, con una fascia muraria animata solamente da semplici aperture. Ai lati della sequenza composta da loggia, vestibolo e salone si succedono una grande sala rettangolare, un camerino e una stanza quadrata aperta verso la loggia. A livello decorativo, mentre gli esterni della struttura sono essenziali, negli interni sono presenti affreschi di Giovanni Battista Zelotti.

Uso Attuale

La Villa è aperta al pubblico, visitabile a pagamento. Attualmente è parzialmente in restauro; una delle Barchesse è invece sede di un istituto bancario.

 

Comune:

Vedelago

Indirizzo:

Via Stazione, 5

Coordinate:

45.71165, 11.991289

Modalità:

Visitabile a pagamento. Parzialmente in restauro

Mediateca CISA:

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