Villa Foscari, detta “La Malcontenta”

Mira (VE)

Progetto

1554

Data di costruzione

1560-1565

Committente

Proprietà

Privata

Cenni Storici

Villa Foscari, conosciuta anche come la “Malcontenta”, è situata in prossimità di un’ansa del Naviglio del Brenta, corso d’acqua navigabile che in passato garantiva il collegamento fluviale da Venezia a Padova. La sua posizione sulla terraferma veneziana, in un sito prossimo alla laguna e facilmente accessibile dalla città, ma anche l’assenza di fabbricati rurali annessi alla villa, fanno dell’edificio un esempio di palazzo suburbano il cui fascino è arricchito dalla vicinanza all’acqua che la avvicina ad una residenza lagunare. La paternità palladiana è attestata dalla pubblicazione della villa ne I quattro libri; è incerta la datazione del progetto, che, sulla base di indizi, viene collocata dagli storici attorno al 1556, subito dopo il matrimonio del committente Nicolò Foscari, avvenuto nel 1555. Dopo la morte del Foscari, avvenuta nel 1560, la prosecuzione dei lavori fu seguita dal fratello Alvise, il cui nome compare assieme a quello di Nicolò nell’iscrizione presente sul fregio del portico d’ingresso. Allo stesso periodo risale gran parte della decorazione pittorica dell’edificio. Intorno al Settecento sorse un lungo edificio residenziale sul fianco sinistro della villa e, dalla parte opposta, una piccola cappella; tali costruzioni, documentate in un’incisione di Costa della metà del secolo, furono demolite durante l’occupazione austriaca del 1848-1849. Nel frattempo, la villa era stata ceduta dalla famiglia Foscari a nuovi proprietari, sotto i quali l’edificio conobbe una fase di incuria e di degrado. Fu in questo periodo di abbandono dell’edificio che maturò la leggenda della infelice donna reclusa al suo interno, da cui proviene il nome attribuito alla villa. La rinascita dell’edificio iniziò nel 1925, dopo che il nuovo proprietario, Landsberg, ne avviò un primo restauro. La Villa tornò alla famiglia Foscari nel 1973 e fu sottoposta a un nuovo e definitivo restauro.

 

Descrizione Strutturale e Decorativa

La Villa sorge su un alto basamento, che separa il piano nobile dal suolo umido e conferisce magnificenza all’edificio. Nella villa convivono motivi derivanti dalla tradizione edilizia lagunare e insieme dall’architettura antica: come a Venezia la facciata principale è rivolta verso l’acqua, ma il portico (un pronao esastilo con colonne ioniche ripetute anche sul lato del portico) e le grandi scalinate hanno a modello il tempietto del Clitumno di Spoleto. Le maestose rampe di accesso gemelle imponevano una sorta di percorso cerimoniale agli ospiti in visita: approdati davanti all’edificio, salivano in direzione del proprietario che li attendeva al centro del pronao. È la prima volta che citazioni del genere fanno la loro apparizione, in sostituzione del più ricorrente motivo della loggia, nella produzione palladiana. In questa sua forma esemplare, cioè con colonne anche sul lato del portico, non sarà più ripetuta, perché nessun’altra fabbrica palladiana ha scale esterne che ascendono al portico lateralmente. Ai lati del pronao si aprono due semplici finestre rettangolari, inserite in un paramento murario a intonaco graffito che simula i conci squadrati di un bugnato gentile. Analoghe caratteristiche presenta il piano attico, fatto risaltare dalla prosecuzione della trabeazione del pronao, che rigirando attorno all’edificio, funge da cornice marcapiano. Al di sopra del piano attico, in posizione mediana, si affaccia un abbaino con piccolo frontone triangolare; ai lati si elevano due caratteristici camini. Il fronte posteriore, rivolto verso l’ampio parco, aggetta nella parte mediana. Esso è animato, al piano nobile, da aperture culminanti in una finestra termale che irrompe sulla trabeazione del soprastante frontone triangolare. Il prospetto ripropone, ai lati e in sommità, caratteri analoghi a quelli del fronte principale, e presenta la medesima finitura a bugnato gentile graffito che avvolge e unifica l’edificio. L’edificio è un’espressione di straordinaria compiutezza delle sue convinzioni teoriche. È su tre piani, di modo che in essa si viene a realizzare una distinzione fra le attività funzionali (a piano terreno), quelle “nobili” (al primo piano) e quelle di deposito delle derrate agricole (al piano superiore). È simmetrica, di modo che ciascuno dei due committenti possa avere un appartamento autonomo. Ciascun appartamento – parte a parte dell’asse di simmetria – è dotato di tre stanze. Di queste, due stanze (la maggiore e la minore) hanno misure che sono regolate da un medesimo criterio proporzionale; la terza ha una pianta quadrata. I due appartamenti sono disposti a fianco di uno spazio centrale di alta rappresentanza che è d’uso comune per entrambi, secondo la prassi già adottata in altre ville (e comunque in uso nelle case veneziane). All’interno, lo spazio centrale è a crociera e questa soluzione architettonica attribuisce a tutta la costruzione il carattere di edificio a pianta centrale. Vi sono cicli pittorici di artisti quali Battista Franco, Battista Zelotti e Bernardino India.

 

Uso Attuale

La Villa è aperta al pubblico, visitabile a pagamento.

 

Comune:

Mira

Indirizzo:

Via dei Turisti, 9

Coordinate:

45.436753, 12.201673

Modalità:

Visitabile a pagamento

Mediateca CISA:

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