Villa Saraceno

Agugliaro (VI)

Progetto

1548 (circa)

Data di costruzione

1548-ante 1555

Committente

Biagio Saraceno

Proprietà

Privata

Cenni Storici

La Villa fu commissionata da Biagio Saraceno, esponente di una prestigiosa famiglia vicentina che ricoprì importanti cariche pubbliche in città a partire dal 1548, ed è certa l’attribuzione ad Andrea Palladio, in quanto pubblicata ne I quattro libri. È incerta, invece, la cronologia dell’intervento, di cui gli studiosi tendono a datare la progettazione in concomitanza con l’ascesa sociale del committente, in coerenza con alcuni elementi stilistici che permettono di inserire il progetto nella produzione del Palladio degli anni Quaranta del Cinquecento, contraddistinta dall’adozione di un linguaggio sobrio e da un’impostazione planimetrica semplificata. La costruzione, invece, si colloca tra il 1546 e il 1555, intervallo compreso tra due successive rilevazioni fiscali, nella prima delle quali risultano registrate solo le preesistenze quattrocentesche, mentre nella seconda compare la nuova costruzione. Nella tavola pubblicata da Palladio ne I quattro libri, la villa è raccolta intorno a una corte delimitata lateralmente da due fabbricati porticati, ma Palladio realizzò solo il corpo dominicale, configurato come un’entità in sé conclusa. Nel 1604 fu costruita una prima barchessa con copertura in paglia, che collegava l’edificio padronale ai fabbricati quattrocenteschi, sostituita nel 1659 da una “barchessa nobile” con portico a colonne, in aderenza al disegno palladiano. Alla fine del XVIII secolo, tale struttura fu danneggiata da un incendio e ricostruita a metà del secolo successivo. Negli anni Settanta del Novecento, la villa è stata acquistata dalla fondazione inglese The Landmark Trust ed è stata sottoposta ad un restauro, che ha recuperato la configurazione iniziale degli esterni e ripristinato i rapporti spaziali interni.

Descrizione Strutturale e Decorativa

Villa Saraceno è inserita in un complesso rurale comprendente altri edifici di servizio e si trova nel territorio di Finale di Agugliaro, in posizione isolata rispetto all’abitato. Il corpo dominicale è rivolto verso sud ed è un blocco rettangolare articolato su tre livelli: il seminterrato, il piano nobile e il sottotetto, originariamente adibito a granaio. La facciata principale è sobria ed essenziale, con un settore mediano leggermente aggettante, ed è aperta da una loggia a tre arcate su semplici pilastri. Il prospetto opposto propone un’impostazione analoga, ma pone al centro una porta affiancata da finestre. Attraverso la loggia si accede al salone a T, il cui braccio d’ingresso è affiancato da due ambienti di servizio. Nel vano di destra sono ricavate le scale di accesso agli altri piani. Degli affreschi cinquecenteschi, voluti dai Saraceno, resta visibile solo parte della decorazione. Al centro della volta della loggia è presente l’allegoria della Ricchezza, mentre, in una sala laterale, è custodito un fregio attribuito a Domenico Brusasorci. Sul fianco est della villa è addossata una barchessa con portico architravato su colonne, seguita da un ulteriore fabbricato di servizio. A est del viale d’accesso sorgono una vecchia casa dominicale, una barchessa e altri rustici, che preesistevano alla villa.

Uso Attuale

La Villa è adibita ad attività ricettive ed è parzialmente visitabile.

Comune:

Agugliaro

Indirizzo:

Via Finale, 8

Coordinate:

45.312744, 11.566222

Modalità:

Visitabile (parzialmente)

Mediateca CISA:

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