Itinerario delle ville del Palladio: il veneziano

A Venezia Palladio realizza la Chiesa del Redentore alla Giudecca, la Chiesa di San Giorgio Maggiore sull’omonima isola, insieme al grande chiostro ionico del Monastero di San Giorgio Maggiore e allo splendido Refettorio, la Chiesa di San Francesco della Vigna, nonché la Scala ovale progettata per l’Accademia veneziana, definita da Goethe sul suo taccuino durante il celebre Viaggio in Italia “la scala a chiocciola più bella del mondo”. La Chiesa del Redentore, in campo SS. Redentore 195, venne realizzata a seguito dell’epidemia di peste che scoppiò a Venezia nell’estate del 1575.

Nel maggio del 1577 venne posta la prima pietra del progetto palladiano. Per la definizione della planimetria Palladio si rifece alle strutture termali antiche, come fonte delle sequenze di spazi che si susseguono armonicamente una dopo l’altra. La pianta deriva dalla composizione di quattro cellule spaziali perfettamente definite e diverse fra loro: il rettangolo della navata, le cappelle laterali, la cella tricora composta dalle due absidi e dal filtro di colonne curve, il coro. La facciata del Redentore costituisce l’esito più ma-turo delle riflessioni palladiane sui fronti di chiesa a ordini intersecati. Anche nella Chiesa di San Giorgio Maggiore, il cui progetto venne concepito intorno al 1565, Palladio prende come riferimento i grandi edifici termali romani antichi. Alla navata principale voltata a botte e controventata da tre volte a crociera, come un vero e proprio frigidarium delle terme romane, segue l’improvvisa espansione laterale delle absidi e verticale della grande cupola su tamburo; a quest’ultima Palladio affianca lo spazio estremamente studiato del presbiterio dal quale, attraverso una transenna di colonne, è visibile il coro che si pone come un interno-esterno, quasi la transenna fosse il pronao di una villa attraverso il quale osservare il paesaggio. La facciata realizzata nei primi del 600 risulta lontana dall’originaria volontà palladiana. Per la chiesa di San Francesco della Vigna, nel Campo della Confraternita nel Sestiere Castello, Palladio realizzò, nel 1564, un’imponente facciata sviluppando il tema dell’adattamento della fronte di un edificio a navata unica, quale è il tempio classico, alla planimetria a più navate, tipica delle chiese cristiane.

Nella terraferma veneziana Palladio costruì a MIRA (VE) la splendida Villa Foscari detta “la Malcontenta”, raggiungibile dall’Autostrada Serenissima, uscita Mestre, percorrendo la SS 309.